I LAVORATORI ANGOLANI CONTRIBUISCONO AL SUCCESSO TREVI

26 ott 2009

Nel corso degli ultimi 18 mesi, Trevi ha lavorato intensamente per l’infissione di circa 9.000 pali in acciaio ad una profondità di terreno di 32 metri. Ora hanno quasi completato il lavoro e presto saranno in grado di riguardare con soddisfazione a un lavoro ben fatto e affidabile.

“Una parte integrante del nostro successo è stata il contributo della mano d’opera angolana”, così afferma Stefano Margozzi, il direttore di progetto Trevi che recentemente, a fine lavoro, ha convocato tutti i lavoratori per una foto di gruppo. “Abbiamo completato il lavoro in anticipo rispetto ai programmi e abbiamo lavorato più di 250.000 ore senza alcun fermo per incidenti, ma è soprattutto il rapporto stretto con i lavoratori angolani che ha costituito uno dei più importanti e memorabili aspetti del lavoro svolto qui, a Soyo”.

“Gran parte dei nostri operai angolani ha iniziato a lavorare con noi con l’incarico di aiuto cantiere nell’ Aprile 2008. Da allora, molti hanno ottenuto certificazioni come saldatori, meccanici e assistenti alla macchina operatrice. Una certificazione come assistente alla macchina operatrice ottenuto dalla Sede Centrale Trevi in Italia è un riconoscimento piuttosto speciale, poiché il numero di possessori di tale certificato sparsi per il mondo e abilitati a detenere tale titolo è sicuramente esiguo”.

Per rendere l’idea di quanto sia stato importante il contributo dei lavoratori angolani al successo di Trevi, è sufficiente dire che l'azienda ha già chiesto a vari lavoratori di continuare a lavorare con la squadra e di spostarsi con loro a Luanda per un nuovo progetto.

Tratto da The Soyo Sun, il notiziario di Bechtel per il progetto LNG in Angola
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